Gesù: la trilogia || Fumetti

Qualche anno fa mi trovavo ad una fiera del fumetto e girovagavo in cerca di qualcosa di interessante. Andando contro la mia ormai radicata (e preoccupante) fissa per i manga, mi ero ripromessa di comprare qualcosa di italiano ed era proprio il periodo in cui si parlava di Quando c’era LVI  e Gesù e di quanto scalpore stessero creando. Trattandosi di fumetti satirici ispirati a temi tanto cari agli italiani (sì, più del calcio), la cosa non mi stupì più di tanto.

Ciò che mi colpì fu l’espressione del fumettaro alternativo che mi vendette i due volumi: mi squadrò per bene (ommiodddio una ragazza che compra satira!1!11!) e poi mi consegnò i due volumi con un ghigno soddisfatto dopo 10 secondi di silenzio imbarazzante.

Siccome non sono un recensore master o altre cose molto profescional, vi dico la mia su questo piccolo capolavoro a opera di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci.

La trama

La situazione sulla terra è degenerata: guerre, pestilenze, crisi economiche, il diario di Facebook. È tempo di portare di nuovo la Verità, anche se parlare alle folle è ormai impresa impossibile a meno che tu non sia un giornale del vaticano, un ministro della propaganda o un comico di fama nazionalpopolare. Quale, tra queste alternative, sceglierà il Figlio dell’Uomo per adempiere alla sua missione e così ritornare, giusto tra giusti, a bearsi dei fatti suoi? 

Disponibile in tre volumi o in formato trilogia, la storia inizia con un fantastico siparietto padre-figlio, in cui Dio, per gli amici L’onnigeronte, obbliga il figlioletto a tornare sulla Terra per recuperare i fedeli. Ma dalla sua dipartita è passato molto tempo e ora l’unico modo per acquisire fama e credibilità è…diventare un comico! O un politico? Non sono forse la stessa cosa?

Inutile dire che l’ho amato dall’inizio alla fine. Una satira così sottile ma allo stesso geniale con il coinvolgimento di icone televisive e non come Brignano,Fiorello,Giovanni Paolo II e molti altri. Per i probabili bacchettoni che leggeranno quest’articolo, NO lo scopo non è offendere qualcuno.

Come ribadito dagli stessi autori, l’obiettivo è “sganasciarsi di risate con gli amici” e “raccontare un modello di società in cui la religione sia una cosa talmente anacronistica da cancellarla,da ridurla a semplice sfottò mentre nel frattempo racconti una storia che parla della società, di noi, di voi”

La satirà và capita e apprezzata e, per questo, non è per tutti.

Vi consiglio assolutamente la lettura che, per chi come me ama l’anticonvenzionalità, è un MUST da non farsi assolutamente scappare.

Ah, Antonucci sappi che,se mai leggerai questo articolo, ho ancora lo screenshot del tuo like su Instagram (@Ila_sama).

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ATTENZIONE SPOILER

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Scritto da Kanamila

Sui social da tempi immemori, amo l'Asia, i pinguini, i fumetti e scrivo/disegno tutto ciò che mi passa per la mia mente bacata. Divoratrice seriale di telefilm,libri e drama asiatici,mi abbandono al trash americano troppo facilmente.

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