Un anno dopo #letterenotturne

Molti sono rimasti fermi a Marzo 2020, altri a molto prima.

Io non so ancora dove sono rimasta.

365 giorni,90 giorni chiusi in casa più altre settimane a scacchiera in base al colore che ci toccava.

Voi ve la ricordate la vostra vita PRIMA del 2020? Quell’ottimismo legato al ventiventi che per molti, purtroppo, si è trasformato in un incubo.

Non sono mai stata una persona da Carpe diem.

“Insomma,c’è tempo. Posso farlo anche domani.”

“Eh ma non ho tempo, non ho soldi. Non ho voglia”

Quanti pensieri stupidi che prima erano delle convinzioni altrettanto stupide.

Il mio compleanno era per me uno dei giorni più belli dell’anno. Una gita, un giornata di ozio, pochi amici e un pub. Mille nuovi propositi. Insomma, era una sorta di capodanno della vita. E invece l’anno scorso, a 11 giorni dal mio 27° capodanno personale, mi sono ritrovata chiusa in casa, di colpo, con la stupida convinzione che “sarebbe bastato un mese per uscirne”.

Da quel giorno sono successe tante cose: ho avuto la fortuna di mantenere il lavoro ma allo stesso tempo rischiato di impazzire per quelle ore passate forzatamente davanti ad uno schermo tra problemi tecnici e mal di testa assurdi.

Una cosa però del lockdown voglio salvarla: il tempo. Quel tempo che forse mai mi sarei potuta concedere. E l’ho sfruttato al meglio con qualche buco nero lungo la strada (*coff* convivenze forzate *coff*).

Ho respirato di nuovo, davvero, ai piedi di un castello in cima al mio mondo. E da lì ho iniziato a godermi ogni attimo, rispettando gli altri e me stessa.

Poi altre chiusure, il giallo adocchiato per qualche giorno e un’oscillazione di colori che credo odierò per tutta la vita. Amici solo tramite WhatsApp, nonne solo attraverso un vetro.

Difficile lo è stato. Tanto. Ma ho deciso di essere grata, di essere qui e di aver iniziato, volente o nolente, una nuova vita.

Rimpiango un po’ quella vecchia? Per certi versi sì. Ma so bene che non mi porterà a nulla.

2021. L’abbiamo aspettato tanto e adesso? I tempi non sono certo migliori ma c’è maggior consapevolezza sia di ciò che non ha funzionato e non funziona (basta pensare allo studio, al lavoro,alla sanità) che di quello che dovrà cambiare e migliorare.

Ci vorrà tempo ma vedremo la fine del tunnel. Più consapevoli della realtà, inaspettata e nuova, con cui dovremo accettare di convivere.

Vedo l’alba del mio 28° compleanno con forse qualche spiraglio di ottimismo in più (almeno quest’anno potrò fare una passeggiata. All’aperto, nel mio comune e blabla).

A tutti voi che state leggendo vi mando un grandissimo abbraccio virtuale.

Non servono parole.

Il tempio un anno dopo 2020-2021

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