Twitter

Twitter e le emergenze #socialcringe

Sappiamo bene come i social abbiano creato un mondo virtuale dove spesso, anche se ce lo dimentichiamo, vengono imposte delle regole.

Oggi vorrei parlarvi del ruolo di Twitter che, soprattutto negli ultimi tempi,sta diventando sempre più importante.

Usato all’inizio soprattutto dai giornalisti, negli ultimi anni è diventata una piattaforma di live commenting (concedetemi questa licenza) soprattutto durante le emergenze.

Potrei anche qui fare un lungo monologo sulla questione censura e politicizzazione dei media in Italia che esiste da tempi immemori ma sembra essere stata scoperta solo dopo la diatriba Fedez-Rai.

Parto da un fatto che mi ha colpito da vicino: l’incendio del Morrone, in Abruzzo, nel 2017. Un disastro di proporzioni disastrose di cui i media hanno parlato SOLO dopo una settimana. Completamente abbandonati dai piani alti, abbiamo combattuto con volontari, vigili, forestali per giorni contro le fiamme che, in quell’estate particolarmente arida, hanno minacciato per giorni centri abitati arroccati sulle montagne e ucciso tantissimi animali. Insomma, scene apocalittiche che non sembravano essere importanti per i media nazionali.

E indovinate un po’ dove abbiamo chiesto aiuto? Su Twitter! Unico luogo dove davvero potevamo essere notati e ascoltati.  Puramente casuale il successivo interesse nazionale sul nostro disastro.

Passando ad esempi più recenti e tragici, non posso non citare i massacri in Colombia e il genocidio palestinese passati inosservati per GIORNI mentre tutto il resto d’Europa denunciava l’accaduto.

Per informarsi su quello che stava succedendo si poteva consultare l’# in tendenza. In tv o sui giornali, il silenzio.

Ho ancora i brividi se penso a tutti i video, le richieste di aiuto e le lettere d’aiuto scritte dai colombiani su Twitter durante gli attacchi della polizia a persone che stavano manifestando pacificamente e che sono diventate successivamente vittime di guerriglie, simbolo di una violazione di diritti umani mai vista. Sotto gli occhi di tutti ma prontamente censurata dal governo colombiano e ignorata dal nostro (che per me è una censura ben peggiore).

Ultimi ma non meno gravi, i bombardamenti israeliani sui quartieri palestinesi che si sono protratti per giorni sotto gli occhi di tutti. Anche in questo caso Twitter è stato fondamentale e, mi piace pensare, sia servito a diffondere consapevolezza.

Qual è la conclusione di questa riflessione? I social possono essere uno strumento davvero potente, se usato nel modo giusto. Censura e politica sono un binomio che esiste da sempre, spesso a discapito dei cittadini. Eppure quando persone normali denunciano crimini o difficoltà è solo tramite il web che si riescono a smuovere, più velocemente di qualsiasi altro media, le cose.

Siate più consapevoli di ciò che vi circonda, informatevi su fonti attendibili e non fossilizzatevi su ciò che vi viene riproposto e che vi porta a credere che sia solo quello ciò che è importante.

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