Cronache della restanza #libri

“Quando abbiamo scelto di tornare non avevamo troppe pretese. Volevamo solo riconciliarci con un pezzo di noi, con una parte di quell’esistenza dalla quale c’eravamo allontanati per mille motivi. Da dove tutti partono per creare fortuna, un lavoro, una compagnia esuberante e una vita mozzafiato, noi siamo tornati.”

Il ritorno

Con questo estratto, riemerge la rubrica dedicata ai #libri dove vi parlerò di titoli particolari, non mainstream. Cronache della Restanza è un libro di riflessione, un viaggio in un mondo passato che è sempre più attuale. Savino Monterisi, giornalista, guida ambientale e attivista politico abruzzese, dopo essersi laureato a Roma, decide di tornare nella sua valle, nell’entroterra abruzzese vittima da decenni di spopolamento, disoccupazione giovanile e cecità politica e di raccontare. Un pazzo? No, assolutamente.

Quante volte finito il liceo o l’università vi siete chiesti se rimanere o fuggire nel vostro paesino o nella città dove siete cresciuti? Io stessa mi trovo in questo limbo del restare o andarmene. Da sempre profondamente innamorata della mia terra, dopo gli studi ho iniziato a vedere, capire, le grandi risorse presenti nella mia regione ma mi sono subito scontrata con la “vecchia mentalità”. Che l’Italia non sia un paese per giovani è risaputo ma è nell’entroterra, a mio parere, che questo disagio è più evidente.

Un posto dal quale se ne vanno via tutti per costrizione e nel quale io mi sentivo di dover restare anche come gesto di ribellione nei confronti di chi ci fa vivere e sentire abbandonati […] Ma quando torni in una valle dove il tasso di disoccupazione giovanile è davvero elevato, finisci subito per essere inghiottito dalla spirale negativa e depressiva che vuole che tutto andrà male.”

Le nuove gemme che sbocceranno

Quindi cosa fare se si sceglie di restare? Abbandonarsi ai vizi e rassegnarsi ad una vita spenta e deludente? No, mai arrendersi. Ovunque vi troviate, se avete un’idea per migliorare o difendere il vostro territorio, fatelo.

In Abruzzo non è che manchi la materia prima, di bellezze naturali, storiche ed architettoniche ne abbiamo a bizzeffe, manca solo un po’ d’immaginazione, coraggio e solidarietà.

Centro Abruzzo, la direzione dove non stiamo andando

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